Fino a 10 anni fa, i viticoltori parlavano poco del turismo del vino e ancor meno della digitalizzazione. Oggi, l’evoluzione del mercato richiede ai proprietari di aprirsi all’enoturismo e di comprendere meglio l’evoluzione digitale. Questo è un grosso problema che rivoluzionerà la relazione con i clienti e costringerà i produttori di vino a strutturare meglio la loro offerta. L’enoturismo è uguale digitalizzazione?

Con la digitalizzazione e l’ascesa dell’enoturismo, la relazione con il cliente viene capovolta?

L’enoturismo è uguale alla digitalizzazione? È la fine del tempo in cui il viticoltore ha raccolto il suo vino, lo ha venduto e si è accontentato di alcuni saloni e mailing per farsi conoscere. Con Internet, il mondo è a portata di mano e i clienti vogliono di più; hanno sete, sicuramente vino, ma anche conoscenza; vogliono sapere apprezzare meglio; l’enologo deve diventare un vero fornitore e portare una dimensione culturale e storica al suo prodotto. La rivoluzione digitale ha di fatto generato diversi fenomeni e in primo luogo una standardizzazione dei vigneti. Anche se i territori sono diversi, Internet ha cancellato gli effetti della notorietà; tanto che la visibilità dei vari vigneti sul web è stata bilanciata. Pertanto, è consigliabile “pensare ai clienti” e proporre un’offerta originale e attraente per interessarsi a lui, e quindi ai suoi vini. Si puo’ dire che l’enoturismo= digitalizzazione?

Il cliente, il turista del vino è molto più passivo di prima; ha bisogno di essere attratto?

Deve essere raccolto e per questo, deve essere in grado di accoglierlo, raccontargli una storia e offrirgli esperienze. Ciò implica mostrare empatia e avere un approccio al cliente e una comunicazione digitale adeguata. Più concretamente, dobbiamo sviluppare una vera attività enoturistica, la più originale possibile. Allo stesso modo, non è sufficiente avere un sito Web; è necessario conoscere una comunicazione digitale adeguata per farlo conoscere. Oltre all’Atlantico, i nostri amici enologi hanno una barca in anticipo ed è giunto il momento di trarne ispirazione per non affondare. Dato quello che può essere un iceberg, ma essenziale, è meglio prendere consigli perché ogni approccio deve essere unico per distinguersi e non essere lasciato al molo.

Con la digitalizzazione e la crescita dell’enoturismo, il pooling è la chiave del successo?

Ogni coltivatore è stato lasciato a se stesso, con questa immagine di Epinal (anche se non alleviamo il vino) gioviale solitario perso nelle sue file di viti. Certo, ci sono i sindacati e altri gruppi che federano, ma, ognuno è solo con il suo vino. Con Internet, non è lo sviluppo del vino ad essere sconvolto, ma il rapporto del cliente con il mondo del vino, con ora un approccio territoriale legato al prodotto. È necessario catturare un vino in tutta la sua dimensione culturale e turistica. Alcuni arrivano al punto di parlare di un vero e proprio sistema, in quanto le interazioni tra i vari partecipanti sono numerose. Internet è una ragnatela in cui tutti non dovrebbero cercare di tirare il filo. Tutti sono collegati e molti cercano di federare le energie in modo che tutti escano più forti. Enoturismo equivale a digitalizzazione?

Concretamente, è necessario coltivare la dimensione territoriale e per il viticoltore è fondamentale comprendere il suo prodotto nella sua totalità.

Il pooling deve consentire un’offerta più strutturata, più visibile, più coerente. La dimensione enoturistica implica associare l’offerta alberghiera, culturale o di ristorazione al fine di soddisfare questa domanda sempre crescente di semplificazione dei flussi turistici. Paradossalmente, il cliente di domani vuole viaggiare liberamente e senza vincoli. Con Internet, il cliente sarà il suo agente di viaggio. Con la digitalizzazione, dunque, l’enoturismo= digitalizzazione? Il mondo del vino si evolverà più rapidamente nei prossimi 10 anni rispetto agli ultimi 100. Questa è la sfida di domani e dovrebbe essere affrontata in questo senso, con i cambiamenti di mentalità che ciò implica, ma anche un approccio molto più collettivo di prima. Senza dubbio i nostri vigneti avranno successo e manterranno la loro leggendaria attrattiva!

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